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Sabato, 7. novembre 2026
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Come usare l’intelligenza artificiale per scrivere testi

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L’intelligenza artificiale per scrivere testi è utile soprattutto come assistente veloce: propone una struttura, scrive una prima bozza, accorcia un testo troppo lungo o lo adatta a un altro lettore. Un buon testo, però, nasce solo quando leggete la bozza, la correggete e la completate con ciò che sapete soltanto voi.

In breve: dite al chatbot che cosa state scrivendo, per chi, con quale tono e di che lunghezza. Rivedete sempre la bozza e verificate ogni dato. A scuola e all’università seguite le regole del vostro istituto; per i contenuti pubblici, nell’UE si applicano dal 2 agosto 2026 regole di trasparenza sui contenuti generati dall’IA.

Per quali testi l’IA è una buona scelta

I modelli linguistici imparano dagli schemi della lingua, quindi danno il meglio con testi dalla forma chiara e dal contenuto noto. Sono più deboli dove contano l’esperienza personale, un dato preciso o uno stile originale.

Tipo di testo Dove aiuta A cosa fare attenzione
E-mail e lettere tono cortese, struttura chiara, versione più breve titoli, date e nomi corretti
Riassunti estrarre l’essenziale da un documento lungo eccezioni e condizioni tralasciate
Post per il web e i social idee, titoli, più varianti tra cui scegliere frasi generiche senza contenuto
Tesine e lavori accademici ricerca di idee, scaletta, revisione linguistica fonti inventate, regole dell’istituto
Candidature e curriculum presentazione ordinata e sintetica dell’esperienza esagerazioni, stile uguale a quello degli altri

Nei testi personali, come auguri, discorsi o ricordi, l’IA può essere un punto di partenza, ma il lettore sentirà il calore solo quando aggiungerete ricordi concreti e il vostro modo di esprimervi.

Come scrivere un buon prompt

La qualità della risposta dipende in gran parte dal prompt, cioè dall’istruzione. Una richiesta secca come «scrivi un testo sull’alimentazione sana» restituisce qualcosa di generico e prevedibile. Un prompt preciso restituisce materiale su cui lavorare.

Mani che scrivono sulla tastiera di un portatile

Cinque ingredienti di un prompt utile

  1. Scopo – che cosa deve ottenere il testo: informare, convincere, scusarsi, invitare.
  2. Lettore – a chi è destinato: colleghi, genitori degli alunni, clienti, una commissione.
  3. Tono e stile – formale, informale, tecnico; del «Lei» o del «tu».
  4. Lunghezza e forma – numero di parole, paragrafi, elenchi puntati, titolo.
  5. Materiale – i vostri appunti, i dati chiave ed eventualmente un testo d’esempio che vi piace.

Esempio: «Scrivi un’e-mail cortese ai genitori della terza elementare. Informali che l’uscita didattica è spostata a venerdì. Dai del Lei, massimo 120 parole, niente frasi fatte.» Richiede qualche secondo in più e risparmia diversi giri di correzioni.

Fate domande, non solo richieste

All’IA potete anche porre domande sul vostro testo: che cosa non è chiaro, quali obiezioni avrebbe un lettore, quale paragrafo è superfluo. Potete perfino chiederle di farvi tre domande su ciò che manca prima di iniziare a scrivere. Questo dialogo è spesso più utile della prima bozza, perché vi costringe a riflettere sul contenuto.

Revisione: dalla bozza al vostro testo

La bozza dell’IA è materia prima. Rileggendola, controllate soprattutto:

  • la grammatica nelle lingue minori – nelle lingue con meno dati di addestramento, come lo sloveno, i modelli sbagliano ancora, per esempio nel duale o nei casi;
  • i calchi dall’inglese – ordine delle parole innaturale ed espressioni che suonano tradotte;
  • i fatti – nomi, date, importi, articoli di legge e citazioni che sembrano credibili ma non sono veri;
  • le frasi vuote – introduzioni e conclusioni generiche che non dicono nulla di nuovo.

Verificate i fatti alla fonte originale. Un buon test è la lettura ad alta voce: se una frase non suona come qualcosa che direste voi, riformulatela.

L’IA nell’istruzione: che cosa è consentito

Scuole e università regolano l’uso dell’IA ciascuna a modo suo, quindi leggete prima le regole del vostro istituto e le indicazioni del docente. Un esempio dalla Slovenia: l’Università di Novo Mesto, nelle linee guida in vigore dal 1° ottobre 2023, consente l’IA per la revisione linguistica, l’aiuto alla traduzione, la ricerca di idee e come punto di partenza per il proprio lavoro, ma sempre citando lo strumento. In appendice vanno inseriti anche il prompt e la risposta del programma.

Una studentessa prende appunti su un quaderno in biblioteca

È vietato soprattutto spacciare il testo generato per proprio, consegnare paragrafi non verificati nelle tesine, usare l’IA agli esami (salvo prove pensate per questo) e far passare un testo attraverso più lingue per mascherarne la somiglianza. Le linee guida avvertono anche di non inserire dati riservati negli strumenti pubblici. Principi simili, trasparenza, responsabilità personale e verifica, si trovano nelle regole della maggior parte degli istituti.

Pubblicazione, etichettatura e paternità

Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). I fornitori degli strumenti devono marcare i contenuti generati in modo leggibile dalle macchine. Chi usa l’IA per produrre testi pubblicati allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico deve, di norma, dichiararlo. L’obbligo non si applica se il contenuto è stato sottoposto a revisione umana o a controllo editoriale e una persona determinata ne detiene la responsabilità editoriale. In Slovenia la vigilanza spetta all’agenzia AKOS, che ha pubblicato anche icone facoltative in sloveno. Una sintesi delle regole si trova nella comunicazione del governo sloveno (in sloveno).

Per un’e-mail privata o una candidatura questi obblighi non valgono, ma la responsabilità del contenuto resta sempre vostra. Aperta è anche la questione della paternità: il diritto d’autore tutela di norma le opere create da una persona. Più il testo contiene il vostro contributo creativo, più solida è la vostra posizione in caso di controversia.

Domande frequenti

L’intelligenza artificiale può scrivere la tesina al posto mio?

Tecnicamente sì, ma la maggior parte di scuole e università lo considera una violazione. Di solito è consentito l’aiuto per idee, scaletta e revisione linguistica, citando lo strumento.

I testi scritti con l’IA vanno etichettati?

Per i testi privati no. Per i testi pubblicati per informare il pubblico, nell’UE vale dal 2 agosto 2026 l’obbligo di dichiararlo, salvo che il testo sia stato rivisto da una persona e qualcuno ne abbia la responsabilità editoriale.

Quale strumento scrive meglio?

Non c’è un vincitore unico. Provate lo stesso prompt in due strumenti e tenete la risposta migliore, rileggendola comunque con attenzione.

Si può capire se un testo è stato scritto dall’IA?

I rilevatori esistono, ma non sono affidabili e sbagliano in entrambe le direzioni. Più spesso a tradire un testo sono frasi generiche, fatti sbagliati e uno stile innaturale.

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